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La storia di Gasparino, inizia negli anni del dopoguerra. Anche a Casavatore, piccolo paesino del napoletano, la situazione economica diffusa non è delle migliori e per una famiglia come quella di Elena, vedova con tredici bocche da sfamare, è davvero dura.

Già in quegli anni, questa zona a nord di Napoli, era conosciuta per la presenza di vari mattatoi. 

Fu così però che un giorno come tanti, si rivelò invece un giorno di fondamentale importanza per la storia di questa famiglia. Infatti, da uno di questi camion, proprio davanti all’abitazione di Elena, cadde un maiale e la donna, animata dalla disperazione, né approfittò per prenderlo. Lo tenne in casa nascondendolo per vari giorni, ma la fame era tanta e il maiale sembrava l’unico rimedio per placarla. Elena però, oltre a sfamare i propri figli, dalla macellazione dell’animale, riuscì anche a ricavarne parti da vendere. E fu così che con il primo gruzzoletto, riuscì presto a mettere in piedi un’attività di vendita di frattaglie. 

Negli anni, quest’attività fu perseguita dentro e fuori dalla bottega di famiglia, dalla maggior parte dei figli maschi. Gasparino, il più piccolo di essi, restò esclusivamente all’interno della “puteca” e non si allontanò mai dalla madre. E così, grazie alla propria intraprendenza e capacità imprenditoriale riuscì man mano a trasformare il piccolo basso napoletano in una bottega sempre più conosciuta nel quartiere. Ma non solo, perché da subito riesce ad inserirsi oltre la realtà locale, comprando e vendendo merce fino ai confini dell’Italia e allargando così sempre di più l’attività commerciale.

All’inizio degli anni novanta, Gasparino, notando che Gino, il suo terzogenito, aiutava sempre con più assiduità la nonna nella vendita, decise di ristrutturare e ampliare i locali e di dare più importanza alla vendita delle carni insieme a quelle delle frattaglie. L’intuizione di ingrandirsi si rivelò giusta, infatti l’attività che procedeva sempre meglio, richiese l’aiuto di altri due figli: Enzo, che avrebbe ricoperto la parte amministrativa e Francesco quella legata prettamente alla vendita.

Oggi, sono rimasti i tre fratelli, che con la positività e la grinta, che ha accompagnato le generazioni precedenti, hanno deciso di dare un’impronta fresca e al passo con i tempi, ma legata alla tradizione e alla storia personale.

Alla vendita di frattaglie e trippa, insieme alla macelleria e alla salumeria, è stata aggiunta una cucina per la preparazione di piatti gourmet. E i locali della piccola bottega di quartiere, hanno assunto la veste di una moderna gastronomia metropolitana.